Il 23 Novembre 2011 dalle 9 alle 18 avrà luogo a Roma un seminario introduttivo, organizzato da Porta Futuro e rivolto ad imprese, lavoratori e cittadini, per analizzare gli aspetti dell’organizzazione e dei processi delle aziende in cui l’uso del software libero e Opensource (cioè spesso a costo licenza uguale zero) può fare davvero la differenza.
Per ogni area (vedi programma dettagliato a fondo pagina) ci sarà una breve introduzione, una presentazione di alcuni tra i software OS più diffusi, con particolare attenzione a quelli sviluppati in Italia: da Drupal a vTigerCRM, da Alfresco a OpenERP. Infine le storie di successo delle aziende private e pubbliche che hanno adottato l’OS.
In chiusura verranno presentati i nuovi bandi della Provincia di Roma per il settore delle tecnologie informatiche che possono costituire il mezzo concreto per avvicinari a questi strumenti.
Dove:
Porta Futuro, Via Galvani 108 Roma (metro Piramide)
Come arrivare con Google Maps:
Per informazioni: 06.67664868 info@portafuturo.it
E’ raccomandata la registrazione online sul portale di PortaFuturo
Programma
Prima parte
9:30 Introduzione: Porta Futuro, uno spazio aperto
10:00 Cos’è e come funziona davvero l’Opensource
- Alcuni miti da sfatare
- Vantaggi: sicurezza, economia, personalizzazione
- Modello di business dell’Opensource
11:30 Desktop: sicurezza e produttività
- Productivity suite
- Web Browser
- Mail client
- Antivirus client e server
13:00 Pausa
Seconda parte
14:00. Strumenti di collaborazione, informazione e aggiornamento
- CMS/Portal
- Groupware
- Elearning
15:30 Strumenti di gestione dell’azienda
- ERP
- CRM
- Document Management
- Business Intelligence
17:00 Success story: la Provincia di Roma
17:30 I nuovi bandi della provincia di Roma
L’associazione Agorà Digitale e i Radicali Italiani hanno avviato, nell’estate 2009, la prima class action italiana per i diritti digitali, contestando alla Regione Basilicata la violazione degli obblighi normativi in materia di Posta Elettronica Certificata (PEC).
La sentenza del 23 settembre 2011, accogliendo il ricorso di Agorà Digitale, assume carattere storico sotto diversi profili:
La Posta Elettronica Certificata è uno strumento che permette di dare ad un messaggio di posta elettronica lo stesso valore legale di una raccomandata con avviso di ricevimento,dialogando con la pubblica amministrazione in maniera rapida e con costi inferiori agli strumenti tradizionali. Oggi, invece, chiunque voglia rivolgersi agli uffici di molte regioni e ministeri deve ancora pagare una tassa aggiuntiva, quella delle raccomandate cartacee.
Cosa prevedono le norme in materia di PEC?
Secondo l’art. 54 comma 2-ter del Codice dell’Amministrazione Digitale: Le amministrazioni pubbliche pubblicano nei propri siti un indirizzo istituzionale di posta elettronica certificata a cui il cittadino possa rivolgersi per qualsiasi richiesta ai sensi del presente codice. Le amministrazioni devono altresì assicurare un servizio che renda noti al pubblico i tempi di risposta.
Tali norme sono ribadite, come richiamato anche dalla sentenza, nelle Linee guida per i siti web della PA, dove si afferma che l’elenco delle caselle di posta elettronica certificata deve essere costantemente disponibile all’interno della testata e collocato in posizione privilegiata in modo da essere visibile nella home page del sito, per facilitare il cittadino nella ricerca dei recapiti telematici degli uffici, in modo da evitare di doversi recare allo sportello.
La sentenza
Il TAR ha quindi accolto il ricorso di Associazione Agorà Digitale ritenendo inadempiente la Regione Basilicata perché ha violato i diritti digitali dei cittadini non predisponendo gli strumenti necessari, e non dandone la visibilità opportuna sul proprio sito web, per l’utilizzo della Posta Elettronica Certificata. La sentenza completa si puo’ scaricare all’indirizzo: http://www.agoradigitale.org/sites/default/files/TAR%20Basilicata%20-%20PEC_0.doc
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The Document Foundation (TDF) annuncia LibreOffice 3.4.2, la terza versione della famiglia 3.4, indirizzata sia agli utenti individuali che aziendali. LibreOffice 3.4.2 risolve la maggior parte dei problemi più fastidiosi identificati dagli utenti nella precedente versione, e può essere utilizzato anche in produzione dalla maggior parte delle aziende.
LibreOffice 3.4.2 è il risultato del lavoro di 300 volontari che hanno apportato un totale di oltre 23.000 modifiche al codice, con l’aggiunta, l’eliminazione oppure la modifica di circa 5 milioni di righe di codice.
La comunità degli sviluppatori è ben bilanciata tra i dipendenti di un’azienda e i volontari indipendenti.
L’annuncio di LibreOffice 3.4.2 rappresenta una tappa ulteriore lungo il percorso di evoluzione della suite libera per ufficio verso una maggiore stabilità, che avrà un ulteriore appuntamento alla fine di agosto con il rilascio della versione 3.4.3.
LibreOffice 3.4.2 può essere scaricato da: http://www.libreoffice.org/download/.
The Document Foundation (TDF) annuncia LibreOffice 3.4.1, la seconda versione della famiglia 3.4 della suite libera per la produttività in ufficio, indirizzata a utenti individuali e aziende. LibreOffice 3.4.1 corregge diversi problemi della versione 3.4, e può essere usata in produzione dalla maggior parte degli utenti.
TDF suggerisce alle aziende che utilizzano LibreOffice sui propri PC di usare LibreOffice 3.3.3, che viene utilizzata da migliaia di utenti ormai da mesi, e le incoraggia a rivolgersi a una struttura professionale di supporto. LibreOffice 3.4.2, disponibile alla fine di luglio, risponderà alle esigenze di tutti gli utenti aziendali.
The Document Foundation riconosce le particolari esigenze degli utenti aziendali e di quelli più prudenti, e per questo motivo ha deciso di fornire due versioni diverse del software, in modo da soddisfare sia gli utenti più avanzati che sono alla ricerca delle funzionalità più avanzate sia quelli più prudenti che privilegiano la stabilità rispetto alle nuove funzionalità
Le versioni annunciate come stabili possono essere comunque adottate senza problemi negli ambienti di lavoro, dato che i problemi possono riguardare le singole funzionalità ma non mettono a repentaglio la qualità e la sicurezza dei documenti.