Tre mesi fa abbiamo posto su questo sito la seguente domanda: Certificati medici online? Se ne riparla (forse…) nel 2011. I certificati di malattia online sono quelli che dovrebbero far risparmiare a regime100 milioni di fogli e circa 500 milioni di euro l’anno. Il servizio, diceva ad aprile il sito ufficiale del Ministero della Sanità, dovrebbe “consentire l’invio, da parte dei medici del SSN, dei certificati… all’INPS e, per il suo tramite, ai rispettivi datori di lavoro“. In pratica, a maggio 2010 si è iniziato continuando a produrre carte da consegnare alla vecchia maniera.
Sei mesi dopo, siamo ancora a quel livello. Riporto testualmente un dialogo appena avvenuto fra me e una mia conoscente a proposito della ricevuta che vedete in figura:
A: Ieri il mio medico ha fatto per me il suo primo certificato di malattia online! Ci ha messo pochissimo, era tutto fiero!
Io: E ora da dove vieni?
A.: Dalla posta, dove ho appena fatto la fila per spedire la copia cartacea con raccomandata e ricevuta di ritorno
Io: Perché? Non dovrebbe essere l’INPS a inviare copia di quanto ha ricevuto via Internet al datore di lavoro (una grande azienda privata romana, N.d.R)??? E poi perché non potresti portargli tu la copia in ufficio quando rientri?
A.: Teoricamente. Però in azienda nessuno ci ha comunicato che possiamo effettivamente fare così e io sono sicura che il mio diretto responsabile non ha ancora istruzioni o la minima idea di come si dovrebbero gestire questi certificati nuovi, e che anche all’ufficio del personale siano nella stessa situazione. Meglio fare la fila e pagare che rischiare di perdere tre giorni di stipendio.
Io: ricapitolando…
A: ora che il dottore è attrezzato per il certificato online l’azienda potrebbe e dovrebbe sapere in tempo reale direttamente da lui (magari tramite PEC) che io da quel momento sarò in malattia per un certo numero di giorni. Senza più aspettare l’INPS o chiunque altro e senza far perdere tempo e soldi a a nessuno. Però (pur stando male) ho dovuto comunque perdere tempo in fila, magari attaccando bacilli a qualcuno, e pagare 3.90 Euro per non rischiare brutte sorprese.
Io: insomma, un altro caso, come quello del decreto Pisanu sul Wi-Fi pubblico, in cui non basta certo un provvedimento isolato per risolvere un problema, ma occorre cambiare la cultura nelle aziende per avere i risultati sperati.
Domanda ai lettori: quante delle vostre aziende sanno già gestire i certificati di malattia online senza creare spese e perdite di tempo ormai inutili ai loro dipendenti? Fatecelo sapere nei commenti!