L’apertura dei dati delle Pubbliche Amministrazioni diventa un tema sempre più attuale e importante. Oltre ai convegni in Italia su questo tema e ad alcuni progetti di ricerca che abbiamo già segnalato, segnaliamo oggi la maratona internazionale di programmazione per i dati aperti. L’obiettivo di questo evento che avrà luogo su Internet il 4 dicembre 2010 è lavorare insieme per creare applicazioni software che sfruttino i dati aperti. Per saperne di più su questo evento, consultate l’annuncio ufficiale (in inglese) della International Open Data Hackaton.
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Maratona internazionale per l’apertura dei dati pubblici
1 novembre 2010Convegno sull’apertura dei dati pubblici a Senigallia
31 ottobre 2010Il Consorzio Solidarietà soc. coop. ONLUS, attraverso il suo ramo informatico InformaEtica, congiuntamente al Comune di Senigallia, si fa promotrice di un convegno, che si terrà sabato 20 novembre 2010, incentrato sul tema della trasparenza della Pubblica Amministrazione, ed in particolare sulla tematica degli “Open Data”.
Il titolo dell’evento è “Fammi Sapere: la Trasparenza della Pubblica Amministrazione: Internet, Open Data, Anagrafe pubblica degli Eletti“.
Per una pubblica amministrazione, che opera con denaro pubblico e eroga servizi nell’interesse diretto della collettività, la fornitura di dati aperti e universalmente disponibili parrebbe un compito istituzionale. Più in generale, gli Open Data aumentano la conoscenza della propria comunità e agevolano l’esecuzione di comuni attività umane (si pensi ad esempio ai dati cartografici). La “liberazione” dei dati in formato aperto permette e incoraggia la realizzazione di servizi che ne valorizzino tutta la potenzialità, attraverso operazioni di analisi, confronto, elaborazione, forniti anche da soggetti esterni alla Pubblica Amministrazione.
Per saperne di più sul convegno, visitate la sua home page, Fammi Sapere 2010.
Conferenza a Torino sugli aspetti legali del software libero
30 ottobre 2010La terza edizione dell’European Open Source and Free Software Law Event (EOLE), dal titolo “Liberare il Software nel settore pubblico”, si terrà a Torino il 29 e 30 novembre 2010. La conferenza annuale è organizzata da un gruppo di avvocati di diversi paesi europei, e quest’anno tratterà con particolare attenzione i molteplici aspetti relativi all’uso ed allo sviluppo del Software Libero nella Pubblica Amministrazione.
Il tema scelto per la conferenza di Torino – che segue quelle di Parigi del 2008 e di Bruxelles del 2009 – è oggetto di dibattiti politici e solleva complesse questioni, che verranno affrontate e approfondite grazie all’intervento di giuristi, membri dei governi e operatori privati provenienti da tutta Europa e dagli altri continenti. Il programma dei due giorni è disponibile sul sito.
L’evento EOLE 2010, rivolto agli avvocati, agli amministratori e decisori pubblici, alle aziende ed ai privati interessati al tema del Software Libero, è ospitato dalla Regione Piemonte. La partecipazione alla conferenza è libera e gratuita, previa iscrizione sul sito. Per ulteriori informazioni, visitare il sito oppure scrivere al Comitato Organizzatore.
Convegno a Roma su e-Democracy e governo elettronico
7 ottobre 2010Venerdì 8 ottobre 2010 avrà luogo a Roma un convegno sul tema “e-Government / e-Democracy. Normative, tecnologie, innovazione, organizzazione per l’efficienza e trasparenza nella PA”.
Il convegno sarà l’occasione per un attento esame su dematerializzazione, firma digitale, posta elettronica certificata (PEC), fatturazione elettronica, accesso alle reti, interoperabilità, trasparenza dei procedimenti e del rapporto con i cittadini, oltre che su altri argomenti introdotti o modificati dalle più recenti normative, cercando di rispondere a domande come:
Che cosa sta cambiando grazie alla gestione elettronica dei flussi documentali? Quali sono le nuove condizioni tecnico-giuridiche che rendono possibile passare dalla carta al digitale? Quali le concrete esperienze e i risultati di efficienza e riduzione dei costi di importanti settori della PA che hanno seguito questo processo di innovazione? Quali le best practices e i casi di eccellenza? Quali i problemi ancora da risolvere?
Putroppo, un primo problema da risolvere sulla dematerializzazione (cioè la sostituzione con file e procedure online di documenti cartacei e file agli sportelli) è nel convegno stesso: “Le iscrizioni on line sono chiuse per motivi organizzativi. Sarà comunque possibile iscriversi presentandosi al desk di accredito la mattina dell’evento”.
Gli argomenti trattati sono comunque tutti di grande importanza per tutte le aziende e Pubbliche Amministrazioni, a partire dalla PEC che finora, diciamolo, non ha suscitato particolari entusiasmi. Per ulteriori dettagli, leggere l’annuncio completo del convegno sul sito Forum PA.
L'INPS snobba la Posta Elettronica Certificata (bene) ma anche Internet (male!)
20 settembre 2010La cosiddetta PEC (Posta Elettronica Certificata) continua a non convincere. Guido Scorza riferisce che nemmeno l’INPS la richiede:
“l’INPS nei giorni scorsi ha chiesto agli avvocati milanesi – e quindi a soggetti certamente dotati di PEC – di presentare una domanda, peraltro entro una data determinata, utilizzando direttamente – come è giusto che sia – il proprio sito istituzionale e si è ben guardato dal chiedere loro di usare la PEC…
Aggiungendo al danno specifico (quello per chi si è dato da fare per avere la PEC magari proprio per comunicare con l’INPS e simili enti) una beffa molto più generale e francamente ben più grave per chiunque spera che le Pubbliche Amministrazioni abbiano capito cos’è Internet. Riferisce Scorza che nella stessa comunicazione dell’INPS si legge:
“Le Informazioni relative alla presente procedura potranno essere richieste alla Direzione regionale INPS per la Lombardia, dalle ore 9.00 alle ore 12.30 utilizzando i recapiti telefonici e fax sotto indicati…”.
Ulteriori dettagli sulla snobbatura della PEC da parte dell’INPS si trovano nel post di Guido Scorza che invitiamo tutti a leggere. Qui vogliamo soprattutto invitare i lettori ad apprezzare la seconda parte del problema, quella più grave. A snobbare la PEC in questo caso l’INPS fa bene, perché è molto più efficiente far inserire direttamente agli interessati (gli avvocati in questo caso) tutti i dati nel database dell’INPS attraverso un modulo Web che farseli spedire per posta elettronica di qualsiasi tipo e poi reinserirli a mano.
Ma per quale ragione al mondo si dovrebbe telefonare per o inviare un fax per avere informazioni su una procedura? Perchè non caricarle direttamente sul sito INPS, magari proteggendole con password, risparmiando sia il tempo degli avvocati che quello che sprecheranno gli stessi impiegati INPS che risponderanno a quelle telefonate o fax? Le ragioni più probabili, guardando da fuori, sembrano due: o non gli è venuto affatto in mente perchè non gli è proprio chiaro a cosa servono i computer e Internet, oppure non esiste una procedura ben definita. Qual è la più grave?
Formazione dei dipendenti pubblici: ci sarà posto per Internet?
17 settembre 2010Carlo Mochi Sismondi descrive sul portale ForumPA una direttiva del ministro Brunetta che ha come oggetto la “programmazione della formazione delle amministrazioni pubbliche”, vincolante per le amministrazioni centrali dello Stato, gli enti pubblici non economici nazionali e le autorità indipendenti:
“La direttiva comincia con alcune affermazioni del tutto condivisibili sul valore strategico del capitale umano e della sua formazione… [ma] i soldi sono la metà di quelli spesi nel 2009… [e] alla faccia dei proclami che esaltano il valore del mercato e alle dichiarazioni liberiste, ci troviamo di fronte ad una sostanziale sottrazione di un servizio dal mercato per ripubblicizzarlo completamente, affidandolo ad enti pubblici come la SSPA o (in subordine) a società pubbliche in house.. la PA rinuncia qui platealmente al suo ruolo di regolatore e di garante della qualità super partes ed entra pesantemente in campo come giocatore monopolista estromettendone il mercato privato
Aspettando di vedere come andrà a finire, ci viene subito una domanda: quanti di quei fondi, pur dimezzati, saranno usati per insegnare seriamente a dirigenti e impiegati pubblici come servirsi delle nuove tecnologie per ridurre finalmente i costi e aumentare l’efficienza dei servizi, e quanti per continuare a insegnargli come si facevano le cose nel secolo scorso? Vedremo.
Leggi il commento completo di C. M. Sismondi alla direttiva di Brunetta.
Chi ha bisogno della Posta Elettronica Certificata?
3 agosto 2010La Posta Elettronica Certificata (PEC), di cui ci siamo già occupati su CorsoInternet, continua a perdere popolarità e generare dubbi sempre più forti sulla sua reale necessità, almeno nella forma attuale, nonchè sui costi per il contribuente. Secondo Guido Scorza, avvocato ed esperto di nuove tecnologie:
- è chiaro a tutti che quell’idea è stata, come era facilmente prevedibile, un clamoroso FLOP
- solo 133.758 Italiani su più di 50 milioni l’hanno già attivata, ma soprattutto…
- è un altro monopolio da milioni di Euro concesso a Poste Italiane e Telecom Italia
per saperne di più, leggi la spiegazione completa di Guido Scorza sul perchè la Posta Elettronica Certificata è un fiasco.
Certificati medici online? Se ne riparla (forse…) nel 2011
10 luglio 2010Il passaggio dalla carta a Internet per compilazione e consegna dei certificati di malattia e d’invalidità direttamente a cura dei medici di famiglia è partito in fase sperimentale qualche mese fa e subito ha incontrato parecchie critiche e ostacoli più o meno tecnici. La nuova procedura avrebbe dovuto sostituire definitivamente quella cartacea a partire da questo mese, eliminando parecchi pezzi di carta con risparmi di molti milioni di euro l’anno.
Invece ilsegretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale ha appena dichiarato che: “ci sono ancora molti punti oscuri e credo che il 19 luglio, data di scadenza del mese di collaudo, non succederà niente…presumibilmente tutto slitterà al 2011″.
Il segretario Milillo però ha spiegato anche che “serve la collaborazione delle Regioni, perchè non basta avere il Pin, che il ministero della Salute sta distribuendo. È necessario che vengano risolti tutti i problemi di carattere tecnico”. Collaborazione che purtroppo oggi, vista la rottura fra Regioni e governo centrale proprio sui mancati trasferimenti di fondi per Sanità e altre spese, è a rischio insieme a tanti altri servizi.
Almeno nel prossimo futuro, quindi, quello dei certificati rimarrà un altro dei casi in cui computer e Internet vengono usati per produrre più carta senza ridurre le spese, anzichè il contrario, come potrebbero e dovrebbero fare.
Giudici di pace online, ma solo a metà
10 maggio 2010Sul sito del Ministero di Grazia e Giustizia, il ministro Angelino Alfano annuncia: “Basta code agli sportelli, tempi lunghi e difficoltà di accesso al servizio giustizia. Le possibilità di ricorrere online al giudice di pace raddoppiano: dopo l’opposizione alle sanzioni amministrative, da oggi il cittadino può proporre ricorsi via internet anche contro i decreti ingiuntivi”
Peccato però che su Internet “si compila solo il modulo via internet ma poi si deve andare di persona dal giudice di pace oppure fare la coda all’ufficio postale per spedire raccomandata con ricevuta di ritorno”.
Per saperne di più sui servizi online effettivamente disponibili dei Giudici di Pace e su questo ulteriore caso che, dopo le perplessità sulla PEC segnalate la settimana scorsa farebbe pensare, almeno nell’immediato futuro, alla “assoluta inutilità della PEC di Stato”, leggete l’articolo su Giudici di Pace online, Alfano e Brunetta.
Posta elettronica certificata? Bocciata, almeno per ora
5 maggio 2010La Posta Elettronica Certificata (PEC) (vedi presentazione su CorsoInternet.com) non è ancora matura, o così pare: “così come proposta, la PEC di Brunetta non semplifica, almeno per ora. Non può sostituire del tutto la raccomandata. Non è (ancora) facilissimo ottenerla. Non ha ancora la firma con SmartCard (l’avrà a pagamento). Non parla con tutti, ed è impensabile che si debba possederne più d’una, complicherebbe ulteriormente la vita. Risultato? Bocciata.”
Per scoprire perchè leggere: PEC: ma funziona? Ne vale la pena?