I dati pubblici, cioè quelli creati direttamente o indirettamente dalle Pubbliche Amministrazioni, possono essere una fonte di ricchezza, creando nuove opportunità di lavoro, e di grande trasparenza, perché permettono a tutti i cittadini e alle aziende di controllare il lavoro dei propri amministratori.
Questo però avviene solo se i dati, oltre a essere pubblicati su Internet per essere a disposizione di tutti, vengono anche analizzati e presentati nella maniera più efficace. Per questo motivo è stato lanciato a Torino un concorso per lo sviluppo di applicazioni (Apps) sui dati aperti (Open Data):
OPEN DATA >>> IDEE >>> APPS >>> DEMOCRAZIA
Proponi unʼidea, una demo o anche una versione completa di un’applicazione che faccia uso di almeno un dataset della Città di Torino. I progetti migliori saranno presentati durante Biennale Democrazia e vinceranno un tablet, abbonamenti ai musei e la possibilità di proporre la propria idea allʼIncubatore del Politecnico di Torino e l’accesso al Development Program di TOP-IX.
Scadenza: 21 marzo 2011
Bando: http://biennaledemocrazia.it/bando-opendata/
Dataset disponibili: http://biennaledemocrazia.it/dataset/
Ulteriori informazioni: http://biennaledemocrazia.it/opendata/
Carlo Mochi Sismondi descrive sul portale ForumPA una direttiva del ministro Brunetta che ha come oggetto la “programmazione della formazione delle amministrazioni pubbliche”, vincolante per le amministrazioni centrali dello Stato, gli enti pubblici non economici nazionali e le autorità indipendenti:
“La direttiva comincia con alcune affermazioni del tutto condivisibili sul valore strategico del capitale umano e della sua formazione… [ma] i soldi sono la metà di quelli spesi nel 2009… [e] alla faccia dei proclami che esaltano il valore del mercato e alle dichiarazioni liberiste, ci troviamo di fronte ad una sostanziale sottrazione di un servizio dal mercato per ripubblicizzarlo completamente, affidandolo ad enti pubblici come la SSPA o (in subordine) a società pubbliche in house.. la PA rinuncia qui platealmente al suo ruolo di regolatore e di garante della qualità super partes ed entra pesantemente in campo come giocatore monopolista estromettendone il mercato privato
Aspettando di vedere come andrà a finire, ci viene subito una domanda: quanti di quei fondi, pur dimezzati, saranno usati per insegnare seriamente a dirigenti e impiegati pubblici come servirsi delle nuove tecnologie per ridurre finalmente i costi e aumentare l’efficienza dei servizi, e quanti per continuare a insegnargli come si facevano le cose nel secolo scorso? Vedremo.
Leggi il commento completo di C. M. Sismondi alla direttiva di Brunetta.
Il passaggio dalla carta a Internet per compilazione e consegna dei certificati di malattia e d’invalidità direttamente a cura dei medici di famiglia è partito in fase sperimentale qualche mese fa e subito ha incontrato parecchie critiche e ostacoli più o meno tecnici. La nuova procedura avrebbe dovuto sostituire definitivamente quella cartacea a partire da questo mese, eliminando parecchi pezzi di carta con risparmi di molti milioni di euro l’anno.
Invece ilsegretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale ha appena dichiarato che: “ci sono ancora molti punti oscuri e credo che il 19 luglio, data di scadenza del mese di collaudo, non succederà niente…presumibilmente tutto slitterà al 2011″.
Il segretario Milillo però ha spiegato anche che “serve la collaborazione delle Regioni, perchè non basta avere il Pin, che il ministero della Salute sta distribuendo. È necessario che vengano risolti tutti i problemi di carattere tecnico”. Collaborazione che purtroppo oggi, vista la rottura fra Regioni e governo centrale proprio sui mancati trasferimenti di fondi per Sanità e altre spese, è a rischio insieme a tanti altri servizi.
Almeno nel prossimo futuro, quindi, quello dei certificati rimarrà un altro dei casi in cui computer e Internet vengono usati per produrre più carta senza ridurre le spese, anzichè il contrario, come potrebbero e dovrebbero fare.
La digitalizzazione dei servizi pubblici è una cosa ottima, ma quando viene fatta a metà rischia di creare più problemi di prima. Qualche giorno fa abbiamo segnalato come i giudici di pace sono online, ma solo a metà. Purtroppo, almeno nell’immediato futuro, anche i Medici di Famiglia si trovano nella stessa situazione, con il rischio di perdere un’enormità di tempo a partire dal prossimo luglio, ma senza indicazioni precise su quando e come questa situazione potrà cambiare:
Stop: Che succederà a luglio, quando dovrete compilare in questo modo anche i certificati di malattia oltre a quelli di invalidità?
Mauro: Che per ogni certificato di malattia dovremo impiegare (a essere ottimisti) 3-6 minuti, contro i 30-40 secondi di quelli cartacei, per compilarli online e stamparli!
Un altro caso in cui la Posta Elettronica Certificata potrebbe essere utile, ma viene ignorata?
Per ulteriori dettagli sui certificati medici “online ma non troppo”: intervista a Mauro Pecchioli, medico e programmatore.